Museo della Resistenza di Bologna

L'antifascismo prima della Resistenza

Con foto, materiale documentario, anche in originale, filmati d’epoca, il tema dell’antifascismo è proposto nei suoi aspetti nazionali e internazionali, con particolare attenzione alla Guerra Civile spagnola e alla partecipazione a questo evento di migliaia di volontari italiani, tra cui molti bolognesi, che avrebbero svolto poi un ruolo fondamentale nella lotta partigiana. Dalla postazione a disposizione del pubblico è possibile accedere alla banca dati sulla guerra di Spagna, realizzata dall’Ibc in collaborazione con l’Istituto Parri.

Carlo Rosselli, 13 novembre 1936, dai microfoni di Radio Barcellona:
“Fratelli, compagni italiani, un volontario italiano vi parla dalla Radio di Barcellona, in nome di migliaia di combattenti italiani.
Qui si combatte, si muore, ma anche si vince per la libertà e l'emancipazione di tutti i popoli. Aiutate, italiani, la rivoluzione spagnuola. Impedite al fascismo di appoggiare i generali faziosi e fascisti. Raccogliete denari. E se per persecuzioni ripetute o per difficoltà insormontabili, non potete nel vostro centro combattere efficacemente la dittatura, accorrete a rinforzare le colonne dei volontari italiani in Ispagna.”
Il fascismo, al governo in Italia dal 1922, prevaricò le opposizioni e, due anni dopo, vinse nuove elezioni con violenze e con una legge elettorale predisposta a suo favore. L’uccisione del deputato socialista Matteotti, che denunciava i crimini e le menzogne del fascismo, produsse un ultimo grande sussulto nel paese.
Mussolini, con il discorso del 3 gennaio 1925, determinò la definitiva svolta dittatoriale al suo governo già autoritario.
Nel 1926 furono promulgate leggi eccezionali, dette “fascistissime”, per consolidare il regime e stroncare ogni residua opposizione: vennero istituiti una nuova polizia politica segreta, il Tribunale Speciale per la difesa dello Stato e il Casellario
politico centrale nel quale, già alla fine del 1927, confluirono oltre 100.000 fascicoli intestati a persone classificate come “sovversive”. Il Tribunale Speciale condannò 4.596 oppositori e comminò pene per 27.000 anni di carcere. L’opposizione
al fascismo fu stroncata: i partiti e i sindacati furono sciolti, i giornali chiusi, gli antifascisti furono perseguitati dallo squadrismo e dai sicari fascisti, alcuni fino a morirne (Don Minzoni, Gobetti, Matteotti). Molti furono arrestati e condannati al carcere o al confino (residenza coatta in luoghi isolati), altri espatriarono.
Negli ambienti antifascisti, in Italia e all’estero tra i fuoriusciti, si guardò con emozione alla vicenda spagnola, anche per il coinvolgimento diretto del regime fascista italiano. Molti risposero all’appello di Rosselli e giunsero in Spagna per combattere il fascismo.

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