Museo della Resistenza di Bologna

La Resistenza agita

I momenti più significativi dell´esperienza resistenziale a Bologna vengono ripercorsi attraverso protagonisti, fatti e luoghi, utilizzando materiali documentali diversi.
Accanto alle foto, agli articoli della stampa ufficiale e clandestina, vengono proposti anche strumenti multimediali: una selezione di interviste ai protagonisti della Resistenza bolognese e la possibilità di navigare autonomamente nel modello virtuale del Monumento-Ossario dedicato ai partigiani alla Certosa di Bologna e nel Sacrario di Piazza Nettuno.

Nel luglio 1943, mentre gli Alleati sbarcavano in Sicilia e iniziavano a risalire il paese, il regime crollò. L’8 settembre l’Italia si ritirò dalla guerra e fu occupata dall’ex alleato nazista. Le istituzioni dello Stato si dissolsero: la responsabilità del giudizio, la scelta dell’azione fu così nelle mani dei singoli cittadini. L’Italia si trovò divisa tra territori occupati, nel Sud dagli Alleati e nel Nord dai tedeschi. I primi erano retti dall’amministrazione alleata e venivano via via restituiti ad uno Stato monarchico che si era consegnato al fascismo e che ne era stato devastato per un ventennio, ma che ora era incalzato dai partiti antifascisti perché riparasse i torti di leggi e istituzioni fasciste. I secondi erano soggetti alla dura oppressione dell’esercito occupante e di un rinnovato regime fascista, un governo collaborazionista illegittimo, sostenuto dalla violenza dei tedeschi stessi, da milizie di partito e dall’appropriazione delle istituzioni. La Resistenza italiana si sostanziò di forme ed espressioni diverse: il rifiuto a collaborare con il nuovo regime fascista e con il nazismo di oltre 600.000 militari italiani perciò deportati; la disobbedienza dei giovani, col sostegno delle loro famiglie, a servire nell’esercito fascista; la solidarietà e l’aiuto ai renitenti alla leva fascista e ai perseguitati; la formazione del movimento partigiano e la lotta armata; il sostegno ai combattenti antifascisti da parte delle popolazioni. L’attività partigiana era la guerra di guerriglia, basata su un esercito irregolare e volontario e sulla morale del combattente.
Centrale era la politica, bandita per due decenni, nell’accezione alta di ricerca di una organizzazione sociale giusta e di progettazione delle istituzioni. Il Comitato di Liberazione Nazionale raccolse i partiti antifascisti, che impersonavano le grandi culture democratiche del Novecento. Nell’Italia libera operò per la ricostruzione delle istituzioni.
Nell’Italia occupata, il Clnai (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) e il suo organismo militare il Cvl (Corpo Volontari della Libertà), furono strumento politico di governo della lotta.
Il Clnai diresse la guerra di liberazione e rappresentò la legittimità dello Stato italiano in opposizione al governo fascista collaborazionista, con il riconoscimento delle autorità militari alleate. Articolato in innumerevoli Cln locali, condusse ovunque la progettazione della futura democrazia italiana e ne fu il laboratorio.
La Resistenza disegnò e costituì una nuova Italia, che avrebbe potuto riscattarsi presso le nazioni e i popoli che l’Italia fascista aveva
aggredito e oppresso.

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Lun 15.30-18.30

Mar 15.30-18.30

Mer 15.30-18.30

Gio 15.30-18.30

Ven 15.30-18.30

Sab 10.00-13.00

Dom e festivi CHIUSO


Mon 3.30-6.30 PM

Tue 3.30-6.30 PM

Wed 3.30-6.30 PM

Thu 3.30-6.30 PM

Fri 3.30-6.30 PM

Sat 10 AM-1 PM

Sun & holidays CLOSED

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